15 October 2018

In Europa la democrazia è in pericolo. Ecco 6 proposte contro il declino | Linkiesta (ITA)

I principi fondanti l’Unione europea, ovvero la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo subiscono pressioni politiche inedite all’interno degli stati membri dell’Ue.

È questa la constatazione che ha portato il Gruppo di esperti della fondazione socialdemocratica tedesca, Friedrich Ebert Stiftung (FES), ad articolare in un nuovo paper — “The Other Democratic Deficit — A toolbox for the EU to safeguard democracy in Member States” (“L’Altro deficit democratico — una cassetta degli attrezzi per l’Ue per salvaguardare la democrazia negli Stati membri”, tdr.) — una serie di contromisure ai mali che affliggono gli ordinamenti di molti Stati del Vecchio Continente.

Del paper e, più in generale, dello stato di salute delle democrazie liberali europee, si è discusso martedì 26 giugno, a Roma, in occasione di una tavola rotonda organizzata, congiuntamente, proprio dalla FES e dall’Istituto affari internazionali (IAI).

L’incontro è stato presieduto dal Vicepresidente vicario dello IAI, Ettore Grecoe dal giornalista tedesco, Michael Braun (FES Roma, ma anche corrispondente della Tageszeitung e della radio pubblica tedesca) e ha beneficiato degli interventi di Miguel Maduro (Direttore della School of Transnational Governance, EUI), Michael Meyer-Resende (Direttore esecutivo del Democracy Reporting International), Lucia Serena Rossi (professoressa di Diritto dell’Unione europea, Università di Bologna) e Nicola Verola(Segretatio del Comitato Interministeriale per gli Affari europei, CIAE).

La diagnosi

Parlare di deficit di “democrazia” in Europa può sembrare fuori luogo, soprattutto se si fa il paragone con epoche passate, o se si accosta il nostro Continente ad altri contesti politico-istituzionali. Eppure, sono diversi i segnali che portano il tema all’ordine del giorno.

Quelli più conclamati fanno sicuramente riferimento alle recenti evoluzioni nell’Europa dell’est e centrale, in Polonia e in Ungheria, dove i rispettivi governi hanno dispensato misure e riforme, come minimo controverse.

Identificate come tentativi di infrazione, da un lato, del pluralismo dei sistemi mediatici, e, dall’altro, dell’indipendenza del potere giudiziario, si tratta di azioni politiche che vanno contro i dettami dell’art. 2 dei Trattati europei, che recita:

“L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

Eppure, la discussione ci riguarda da vicino. Secondo Greco, non da ultimo, sarebbero anche “i recenti sviluppi in Italia” a motivare una discussione sul rispetto dei principi fondamentali delle democrazie in Europa.

Maduro spiega che, “dall’inizio dell’Ue ad oggi”, il rischio di vedere attaccati i diritti fondamentali “non è mai stato così concreto”. Si tratta di una visione mitigata soltanto parzialmente da Verola che specifica come sia soprattutto il principio dello stato di diritto a subire attacchi in alcuni Paesi dell’Ue. La precisazione porta alla distinzione tra “rischi di breve periodo e di lungo periodo”.

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